(Gruppo Etico Territoriale “El morar”)
E’ di questi giorni la notizia della probabile vendita diretta all’asta a privati da parte del Ministero della Difesa delle due aree. Un’operazione questa che forse porterebbe soldi nelle casse del Comune di Valeggio ma che rischia di mettere in serio pericolo il valore paesaggistico e il patrimonio ambientale/naturalistico di quelle aree. Aree che – è bene ricordarlo – sono ancora oggi di proprietà pubblica, “beni comuni” quindi dell’intera collettività, e che diventerebbero con la prospettata vendita private. Per quali usi e scopi non è ancora chiaro, ma da tempo si parla di nuove case e di strutture ricettive.
Come gruppo Etico Territoriale “El morar” di Valeggio, ed insieme a noi molti nostri concittadini, non possiamo che essere preoccupati per questa possibile soluzione/scenario. Da anni lavoriamo sul nostro territorio cercando di sensibilizzare la cittadinanza e le forze politiche sulla necessità di tutelare quelle aree. In nostro lavoro iniziato nel luglio del 2008 con la stesura del documento “Monte Mamaor e Monte Vento: un patrimonio di tutti da tutelare e salvaguardare”, è continuato con la presentazione di diverse nostre osservazioni al documento preliminare al Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) di Valeggio e proseguirà a breve con la presentazione di una proposta per la realizzazione di un “Parco/riserva naturale di interesse locale“. Previsto dalla legge regionale 40 del 1984, il parco/riserva permetterà la protezione e la valorizzazione dei due monti, anche accedendo con gradualità a fondi regionali e comunitari che vengono periodicamente messi a disposizione per tali iniziative.
Con un adeguato “Piano Ambientale” si potrà, a titolo esemplificativo, prevedere un’ampia riserva naturalistica integrale, un’area agricola/didattica nella quale, con i metodi più attenti all’impatto ambientale, coltivare e commercializzare i prodotti della terra ed infine un’area destinata ad attività culturali, turistiche e ricreative.
In attesa di concludere questo importante lavoro, il WWF ha già presentato nel novembre del 2010 alla Regione Veneto ed al Ministero dell’Ambiente una “Proposta per l’individuazione di due nuovi Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.)” ai sensi della direttiva 92/43/CEE, che vedono proprio nel Monte Mamaor e nel Monte Cornone ed ansa del fiume Tione le aree interessate.
In relazione alle intenzioni dell’Amministrazione Comunale e del Ministero della Difesa riteniamo utili ulteriori considerazioni:
- Abbiamo la netta sensazione che più di una reale volontà politica di “valorizzare” con progetti lungimiranti, sostenibili, partecipati e condivisi quelle aree - a reale beneficio della comunità – vi sia più l’esigenza di “monetizzare” quanto prima, facendo “cassa” con pezzi del nostro territorio;
- · ci risulta che già ora a Valeggio vi siano numerosi alloggi, anche di nuova costruzione, in vendita che non trovano acquirenti, non ha quindi senso proporre nuove aree edificabili, tanto più che il paese in 20 anni è passato da una popolazione di 9.329 abitanti (dato 1991) a 14.456 (dato 2010). Più di 5.000 abitanti, con un tasso di crescita demografico pari quasi al 50 per cento, tasso che negli ultimi 12-18 mesi s’è arrestato;
- nella bozza di protocollo di intesa tra Ministero della Difesa e Comune di Valeggio (per ora in stand-by) si legge tra l’altro che i due Enti si impegnano a “contemperare la valorizzazione degli immobili militari oggetto dell’intesa con i fabbisogni e le esigenze espresse a livello locale”. Ci auguriamo che, anche se il protocollo d’intesa non dovesse trovare attuazione, che queste parole e impegni rimangano e vengano portati avanti da tutti i soggetti istituzionali e dalla nostra amministrazione in primis. Quali sono i “reali fabbisogni e le esigenze espresse a livello locale”?? Senza aver la pretesa di tenere la verità in tasca, o di farci portavoce di tutta la popolazione valeggiana, noi crediamo che una prima risposta a queste domande siano già contenute nel documento “Monte Mamaor e Monte Vento: una patrimonio di tutti da tutelare e salvaguardare”. Il documento, che ha raccolto l’adesione di ben 26 gruppi locali e la firma di più di 1.000 cittadini, crediamo rappresenti uno “spaccato reale” e già una chiara indicazione per l’amministrazione di quale siano le reali esigenze e aspettative che la popolazione valeggiana (e non solo) ha su quelle aree e sul nostro territorio in generale;
- le attuali strutture militari presenti in considerevole numero nei due monti erano depositi di munizioni e non sono “automaticamente” da considerarsi volumi trasformabili in nuovi edifici. Nessuna norma obbliga infatti un Comune a confermare le volumetrie di edificato esistenti e, trattandosi di aree di proprietà pubblica, qualora si decidesse per un loro abbattimento non si lederebbe alcun diritto;
- infine ricordiamo come le forze politiche di Valeggio, anche quelle che sono risultate vincitrici, in occasione delle ultime elezioni comunali, avevano riportato nei loro programmi elettorali precisi ed incoraggianti impegni in merito alla volontà politica di tutelare nel concreto le aree in questione. Alla luce delle recenti dichiarazioni viene da chiedersi se oggi quelle parole sono ancora attuali e valide.
Auspichiamo e chiediamo, come già fatto in diverso occasioni, che l’amministrazione comunale di Valeggio prima di prendere qualsiasi decisione sul futuro di quelle aree si attivi ad avviare quanto prima un reale e condiviso percorso di ascolto e dialogo atto a favorire la partecipazione attiva e il coinvolgimento della cittadinanza valeggiana nelle sue diverse espressioni. Esistono al riguardo già diverse ed interessanti esperienze, una tra tutte quella portata avanti dal Comune di Cormons (GO) in Friuli Venezia Giulia dal titolo “Prendi Posto!”. Attraverso tale percorso/progetto di Agenda 21 locale i cittadini sono stati coinvolti nel processo decisionale riguardante l’area dell’ex caserma “Amadio” affinché gli obiettivi della riqualificazione fossero definiti in maniera condivisa. Ci auguriamo che queste esperienze non rimangano esempi isolati ma vengano sperimentati e portati avanti con coraggio e lungimiranza da un sempre maggior numero di amministrazioni.
Valeggio sul Mincio, 20 ottobre 2011
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