Monte Mamaor e Monte Vento: polmone verde o colata di cemento?

INCONTRO PUBBLICO

Il Gruppo Etico Territoriale
“El morar”
di Valeggio

organizza

VENERDÌ 13 GENNAIO 2012 ore 20.45


presso la Sala Conferenze della Casa di Riposo “G.Toffoli” Via Roma, 9 Valeggio sul Mincio

Monte Mamaor e Monte Vento: polmone verde o colata di cemento?

Il Parco Naturale di Interesse Locale può essere una strada per tutelare e valorizzare i monti Mamaor e Vento. Durante la serata cercheremo di capire le ragioni di questa proposta.

Interverranno:

  • Fabrizio Gagliardi – Gruppo Etico Territoriale “El morar”

I perchè di un Parco Naturale di Interesse Naturale per Monte Mamaor e Monte Vento

  • Ernesto Cavallini – Associazione WWF SudOvest Veronese

Le valenze naturalistiche di Monte Mamaor e Monte Vento

  • Emilio Crosato  – Presidente del Comitato “Parco Colline Moreniche del Garda”

L’azione del Comitato per la tutela delle colline moreniche e del Garda

  • Gabriele Lovisetto – Segretario del Comitato “Parco Colline Moreniche del Garda”

L’esperienza del Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Valtenesi

  • Roberto Facci - Presidente della Consulta per l’Abiente di San Giovanni Lupatoto

L’esperienza del Parco Naturale Intercomunale di Pontoncello

Quanto è sovversivo oggi proteggere la natura

di Adriano Paolella (Direttore Generale WWF Italia)

In alcune zone montuose del Vietnam le, case tradizionali erano composte di due piani: al piano terra le stalle, al piano superiore la residenza, con la cucina senza cappa.
Situazione apparentemente disagevole per il fumo dei fornelli e gli odori delle stalle che penetravano nell’abitazione ma che in realtà permetteva di tenere lontane le zanzare, portatrici di un disagio maggiore.
In questo caso la soluzione adottata per ridurre il rischio di malaria non è stata la bonifica del territorio, non è stato l’improbabile sterminio dell’insetto (ambedue soluzioni altrove diffusamente perseguite) ma un adattamento delle proprie condizioni di vita ad un contesto da questo punto di vista non favorevole.
Le foresta pluviale è sicuramente il luogo dove si concentra la maggiore quantità di biodiversità del pianeta.
La conservazione della diversità è stata ottenuta in presenza di insediamenti umani e di uso di risorse.
Le popolazioni della foresta si sono adattate alle caratteristiche dei luoghi definendo comportamenti che non destrutturavano i luoghi: hanno controllato le nascite in relazione alla disponibilità di risorse e le abitazioni, le infrastrutture, le abitudini alimentari si sono adattate ai caratteri della foresta.
Proprio questa capacità di adattare e di adattarsi ha reso possibile a gran parte delle società tradizionali di convivere con la ricchezza di diversità naturale.
A partire da questa capacità le comunità hanno variato la produzione agricola da luogo a luogo ed hanno strutturato una ricchezza culturale formata da linguaggi, usi e costumi differenti.Alla differenza degli habitat ha corrisposto differenza culturale, a ricchezza naturale ha corrisposto ricchezza umana in una indissolubile relazione.
Che nel nostro pianeta le culture egemoni abbiano difficoltà a relazionarsi pariteticamente con culture diverse è un dato di fatto.
È una storia antica fatta di sopraffazioni di popoli su popoli, di colonizzazioni supportate da profondi convincimenti ideologici, politici e religiosi strutturati intorno alla dogmatica certezza di proporre la migliore forma di vita sulla terra.
Da migliaia di anni una parte dell’umanità ha “dichiarato guerra” al resto della popolazione mondiale dalla leggera diffidenza alla palese ostilità si è fatto molto per destrutturare le comunità locali, per “educarle”, ridicolizzarne i miti, denigrarne la religiosità, imporre regole, mercati, merci, sfruttarne risorse.
Da centinaia di anni un modello uniformato è stato sostenuto quale soluzione unica, assoluta, esatta. Secondo questo modello la natura è una risorsa, spiritualmente arida, verso la quale non è necessario porre rispetto, così che la quasi totalità della popolazione planetaria ha perduto la consapevolezza dello stretto rapporto intercorrente tra individuo e natura.
Quindi quando noi conserviamo la bio-diversità siamo profondamente sovversivi perché proponiamo e pratichiamo un modello culturale radicalmente diverso da quello che la storia ci propone.

P.S: A proposito delle abitazioni montane in Vietnam è forse superfluo rammentare che, nel momento della “civilizzazione”, un centinaio di anni fa, furono abbandonate quelle modalità costruttive per soluzioni più decorose e gran parte dei coloni che le praticarono morirono inspiegabilmente di malaria.

Film Festival della Lessinia 2011 a Villafranca

L’associazione WWF SudOvest Veronese e il C.T.G. “tira e tasi”

in collaborazione con Film Festival della Lessinia e con il patrocinio del Comune di Villafranca (VR)
organizzano per

Giovedì 17 novembre 2011

e

Giovedì 24 novembre 2011


alle ore 20,45

presso la

SALA FRANZINI
Parrocchia del Duomo di Villafranca di Verona

la proiezione di alcuni film presentati al

XVII° Film Festival della Lessinia

Ingresso gratuito

Scarica la locandina

L’assalto a “Forte Mamaor” e “Forte Vento”

(Gruppo Etico Territoriale “El morar”)

E’ di questi giorni la notizia della probabile vendita diretta all’asta a privati da parte del Ministero della Difesa delle due aree. Un’operazione questa che forse porterebbe soldi nelle casse del Comune di Valeggio ma che  rischia di mettere in serio pericolo il valore paesaggistico e il patrimonio ambientale/naturalistico di quelle aree. Aree che – è bene ricordarlo – sono ancora oggi di proprietà pubblica, “beni comuni” quindi dell’intera collettività, e che diventerebbero con la prospettata vendita private. Per quali usi e scopi non è ancora chiaro, ma da tempo si parla di nuove case e di strutture ricettive.

Come gruppo Etico Territoriale “El morardi Valeggio, ed insieme a noi molti nostri concittadini, non possiamo che essere preoccupati per questa possibile soluzione/scenario. Da anni lavoriamo sul nostro territorio cercando di sensibilizzare  la cittadinanza e le forze politiche sulla necessità di tutelare quelle aree. In nostro lavoro iniziato nel luglio del 2008 con la stesura del documento “Monte Mamaor e Monte Vento: un patrimonio di tutti da tutelare e salvaguardare”, è continuato con la presentazione di diverse nostre osservazioni al documento preliminare al Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) di Valeggio e proseguirà a breve con la presentazione di una proposta per la realizzazione di un “Parco/riserva naturale di interesse locale“. Previsto dalla legge regionale 40 del 1984,  il parco/riserva permetterà la protezione e la valorizzazione dei due monti, anche accedendo con gradualità a fondi regionali e comunitari che vengono periodicamente messi a disposizione per tali iniziative.

Con un adeguato “Piano Ambientale” si potrà, a titolo esemplificativo, prevedere un’ampia riserva naturalistica integrale, un’area agricola/didattica nella quale, con i metodi più attenti all’impatto ambientale, coltivare e commercializzare i prodotti della terra ed infine un’area destinata ad attività culturali, turistiche e ricreative.

In attesa di concludere questo importante lavoro, il WWF ha già presentato nel novembre del 2010 alla Regione Veneto ed al Ministero dell’Ambiente una “Proposta per l’individuazione di due nuovi Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.)” ai sensi della direttiva 92/43/CEE, che vedono proprio nel Monte Mamaor e  nel Monte Cornone ed ansa del fiume Tione le aree interessate.

In relazione alle intenzioni dell’Amministrazione Comunale e del Ministero della Difesa riteniamo utili ulteriori considerazioni:

  • Abbiamo la netta sensazione che più di una reale volontà politica di “valorizzare” con progetti lungimiranti, sostenibili, partecipati e condivisi quelle aree - a reale beneficio della comunità – vi sia più l’esigenza di “monetizzare” quanto prima, facendo “cassa” con pezzi del nostro territorio;
  • · ci risulta che già ora a Valeggio vi siano numerosi alloggi, anche di nuova costruzione, in vendita che non trovano acquirenti, non ha quindi senso proporre nuove aree edificabili, tanto più che il paese in 20 anni è passato da una popolazione di 9.329 abitanti (dato 1991) a 14.456 (dato 2010).  Più di 5.000 abitanti, con un tasso di crescita demografico pari quasi al 50 per cento, tasso che negli ultimi 12-18 mesi s’è arrestato;
  • nella bozza di protocollo di intesa tra Ministero della Difesa e Comune di Valeggio (per ora in stand-by) si legge tra l’altro che i due Enti si impegnano a “contemperare la valorizzazione degli immobili militari oggetto dell’intesa con i fabbisogni e le esigenze espresse a livello locale”. Ci auguriamo che, anche se il protocollo d’intesa non dovesse trovare attuazione, che queste parole e impegni rimangano e vengano portati avanti da tutti i soggetti istituzionali e dalla nostra amministrazione in primis. Quali sono i “reali fabbisogni e le esigenze espresse a livello locale”?? Senza aver la pretesa di tenere la verità in tasca, o di farci portavoce di tutta la popolazione valeggiana, noi crediamo che una prima risposta a queste domande siano già contenute nel documento “Monte Mamaor e Monte Vento: una patrimonio di tutti da tutelare e salvaguardare”. Il documento, che ha raccolto l’adesione di ben 26 gruppi locali e la firma di più di 1.000 cittadini, crediamo rappresenti uno “spaccato reale” e già una chiara indicazione per l’amministrazione di quale siano le reali esigenze e aspettative che la popolazione valeggiana (e non solo) ha su quelle aree e sul nostro territorio in generale;
  • le attuali strutture militari presenti in considerevole numero nei due monti erano depositi di munizioni e non sono “automaticamente” da considerarsi volumi trasformabili in nuovi edifici. Nessuna norma obbliga infatti un Comune a confermare le volumetrie di edificato esistenti e, trattandosi di aree di proprietà pubblica, qualora si decidesse per un loro abbattimento non si lederebbe alcun diritto;
  • infine ricordiamo come le forze politiche di Valeggio, anche quelle che sono risultate vincitrici, in occasione delle ultime elezioni comunali, avevano riportato nei loro programmi elettorali precisi ed incoraggianti impegni in merito alla volontà politica di tutelare nel concreto le aree in questione. Alla luce delle recenti dichiarazioni viene da chiedersi se oggi quelle parole sono ancora attuali e valide.

Auspichiamo e chiediamo, come già fatto in diverso occasioni, che l’amministrazione comunale di Valeggio prima di prendere qualsiasi decisione sul futuro di quelle aree si attivi ad avviare quanto prima un reale e condiviso percorso di ascolto e dialogo atto a favorire la partecipazione attiva e il coinvolgimento della cittadinanza valeggiana nelle sue diverse espressioni. Esistono al riguardo già diverse ed interessanti esperienze, una tra tutte quella  portata avanti dal Comune di Cormons (GO) in Friuli Venezia Giulia dal titolo “Prendi Posto!”.  Attraverso tale percorso/progetto di Agenda 21 locale i cittadini sono stati coinvolti nel processo decisionale riguardante l’area dell’ex caserma “Amadio” affinché gli obiettivi della riqualificazione fossero definiti in maniera condivisa. Ci auguriamo che queste esperienze non rimangano esempi isolati ma vengano sperimentati e  portati avanti con coraggio e lungimiranza da un sempre maggior numero di amministrazioni.

Valeggio sul Mincio, 20 ottobre 2011

Per info/contatti e partecipare alle nostre riunioni:

Gruppo Etico Territoriale “El morar”

Tel. 045.7950548 / 339.4097892 – E-mail: fabri.gagli@virgilio.it

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Il volontariato del sud ovest veronese si presenta

Il 2011 è l’Anno europeo delle attività di volontariato, scelta promossa dalle organizzazioni di volontariato, di Terzo settore e della società civile e fatta propria dal Consiglio d’Europa con la Decisione del 27 novembre 2009.
Fra i principali obiettivi vi è quello di aumentare la visibilità e quindi la conoscenza delle attività di volontariato nell’UE e delle iniziative realizzate dai soggetti del Terzo Settore, ponendo al centro la comunità – creatrice di legami sociali – e il territorio, quali ambiti in cui si accrescono relazioni solidali e partecipative.
Nell’ambito delle azioni volte ad avvicinare i cittadini al mondo del volontariato e della solidarietà, il Centro Servizi Volontariato di Verona promuove la realizzazione di percorsi tra i beni ambientali, culturali e sociali del territorio destinati alla cittadinanza affinché possa meglio conoscere i beni del proprio territorio e tra questi anche i beni sociali, ovvero le associazioni di volontariato, “capitale sociale della comunità”.
Il Giracose , di Nogarole Rocca, Legambiente Il Tiglio di Vigasio, F.I.A.B.A Onlus di Villafranca e WWF SudOvest Veronese di Villafranca si sono riunite per organizzare domenica 25 settembre 2011 una giornata durante la quale presentare insieme le proprie attività e le proprie caratteristiche.
Ritrovo alle ore 9 presso Oasi della Bora a Povegliano (Strada provinciale Villafranca – Vigasio, incrocio per Nogarole). Vedi mappa.

La partecipazione è gratuita.

Prenotazione obbligatoria entro il 19/09/2011. Scrivere a iltiglio@altervista.org

Per maggiori dettagli scarica la locandina.